
Archivio per Agosto 2008
Lampedusa nel cuore dei migranti, Intervista a Karim, giovane marocchino sbarcato sull’Isola. a cura di Caterina Famularo
Pubblicato da nustalgia su Agosto 30, 2008
Fonte: Punta Sottile

E’ migrante chi viaggia per mare e per terre, lasciando non solo spazi e tempi quotidiani ma anche memorie, radici, legami, affetti, paure, ricordi di guerre, conflitti, miserie. E’ migrante chi parte da un luogo familiare, portandosi dietro la propria storia di vita, per arrivare in un posto sconosciuto, nel quale spera di poter trovare condizioni esistenziali più dignitose. E’ migrante chi elabora un progetto di cambiamento che, nella sua specificità, coinvolge ruoli, abitudini, relazioni, stili educativi; chi accetta il rischio di un processo transitorio che, nella maggior parte dei casi, conduce ad una delusione delle aspettative iniziali e a situazioni di disagio e disadattamento. E’ migrante chi è costretto ad affrontare la sfida del continuo riconoscimento del proprio “Sé” in contesti sociali e culturali completamente diversi. Migrante è anche Karim, un giovane marocchino di 26 anni, sbarcato a Lampedusa il 29 giugno del 2005. Karim vive a Palermo, lavora come elettricista, parla dodici lingue, frequenta un corso serale d’italiano, dipinge e scrive poesie.Ha voluto raccontare la sua storia di vita per lanciare un messaggio, tramite Punta Sottile, alla nostra isola e per rinnovare quel legame speciale che unisce ogni migrante alla terra d’approdo. Karim ha risposto alle mie domande parlando esclusivamente in italiano, nonostante la complessità della nostra lingua e le difficoltà che incontrano gli immigrati arabi nell’apprendimento di una lingua europea.Considerando la lunga durata dell’intervista, l’impegno, la fatica nell’esposizione orale e, soprattutto il rispetto che ha avuto nei confronti della nostra cultura, ho preferito lasciare la trascrizione dell’intervista nella sua forma originale, senza sottoporre il testo a correzioni o alterazioni, nell’intento anche di cogliere la spontaneità di pensieri e stati d’animo.
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Il Ney:Lo strumento e le sue implicazioni storiche, poetiche, simboliche di,Giovanni de Zorzi
Pubblicato da nustalgia su Agosto 29, 2008

Fonte: http://www.sufi.it/index.htm
I costruttori e suonatori di strumenti tradizionali trovano nella natura la loro materia prima. Tre materiali, ricavati dal mondo vegetale, sono stati maggiormente adottati dagli uomini secondo i rispettivi habitat e ci servono qui da esempio: il bambù in Asia, particolarmente nell’Estremo Oriente; il legno in Europa; la canna, soprattutto nell’area geografica che va dal Medio/Vicino Oriente al Maghreb. Il più fragile di tutti questi materiali, la canna, ha dato nascita al più semplice tra i flauti, quello che, organologicamente, viene definito in inglese “obliquely held rim blown” – tenuto obliquamente e soffiato sul bordo -, in francese “flute à embouchure et arète terminales dite flute oblique” – flauto a imboccatura e spigolo/bordo terminali detto flauto obliquo -, o anche “à insufflation sur le bord terminal” – a insufflazione sul bordo terminale – mentre in italiano, un po’ semplicisticamente, viene detto “flauto ad imboccatura semplice”. Il suono è prodotto dal frangersi del soffio contro il bordo dell’estremità più lontana dai fori, senza alcun dispositivo apposito, che non sia una leggera affilatura del bordo stesso; perché il suono si produca è necessario appoggiare il flauto alle labbra in posizione obliqua.
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Dialogo con un asino di, Nidal Hamad
Pubblicato da nustalgia su Agosto 26, 2008

Traduzione a cura di Asma Gherib
Non appena arrivò in quel paese lontano che si trovava sopra una montagna, incontrò un asino che stava passeggiando tra i campi, era un asino quieto e silenzioso, infatti, senza preoccuparsi dei passi dello straniero e senza avvertire alcun fastidio per l’uomo, si fermò, non molto lontano da lui, sotto un vecchio ulivo. Mosse a lungo la sua coda, forse in segno di benvenuto e per mostrare le sue buone intenzioni. Il visitatore veniva da una grande città e non aveva nessuna esperienza riguardo gli animali domestici e non; infatti si comportò in modo spontaneo senza il timore di ricevere dall’asino calci o qualcosa di simile.
Egli, persona civile, si mise a fissare l’asino, il quale, a sua volta, fece la stessa cosa con lui. Alcuni minuti dopo il civile turista, si ricordò di non essere mai salito su un asino o cavallo, tranne quando saliva coi ragazzi del quartiere sui carretti trainati da qualche asinello o vecchio mulo in un giorno di festa. Non ricordava quando fosse accaduto ma ricordava benissimo che quel carretto era dello zio Abù Maraà e che lo usava per lavorare tutto il giorno, trascinandolo avanti e indietro per le strade di una città che non risparmiava stranieri o i poveri. Mentre l’uomo riportava alla mente questi lontani ricordi, l’asino cominciò a parlare fra sé dicendo: “sicuramente questo nostro civile amico non conosce la differenza tra un asinello e un mulo e questo spiega perché finirà senza dubbio sul mio dorso, io, proprio l’asino testardo, scappato al suo padrone e finito in un lontano villaggio di montagna dove non ci sono né uomini né spiriti.”
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Asilah : La poésie féminine arabe à l’honneur
Pubblicato da nustalgia su Agosto 26, 2008
Le 3ème Prix Buland Al Haïdari de la jeune poésie arabe a été décerné ex aequo, vendredi dernier, aux poétesses: marocaine Ikram Abdi et émiratie Khouloud L’Moualem.
La Bibliothèque Prince Bandar Bin Sultan a abrité, vendredi 15 août, la cérémonie de remise du Prix Buland Al Haïdari 2008. Présidée par le président du jury et écrivain égyptien, Jaber Asfour, cette cérémonie s’est déroulée en présence du secrétaire général de la Fondation du Forum d’Asilah, Mohamed Benaïssa et des autres membres du jury en l’occurrence le poète et critique littéraire syrien, Muhydin Lazikani, le poète omanais, Saïf Al Rahbi ainsi que le critique littéraire marocain, Benaïssa Bouhmala.
Le Prix Buland Al Haïdari, qui est à sa 3ème édition, a été décerné ex aequo à la poétesse marocaine Ikram Abdi et la poétesse émiratie Khouloud L’Moualem. «Cette distinction met ainsi à l’honneur la poésie féminine», a souligné M. Asfour, faisant remarquer que de nombreux candidats étaient en lice pour ce prix. «Ces deux lauréates se distinguaient par leurs poèmes et leur jeune expérience créative».
Les oeuvres de ces deux nouvelles lauréates de ce prix ne traitant non seulement de la question féminine , comme c’est le cas généralement pour les femmes poétesses, mais également des thèmes variés. «Cette diversité d’expression développe en moins ce sens de créativité», a souligné Ikram Abdi qui se disait très amoureuse d’Asilah et dont ses œuvres sont inspirées par son amour à cette ville.
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Ibnu Rushd et le dialogue des cultures di, Mohammed Abid al-Jabri
Pubblicato da nustalgia su Agosto 25, 2008
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L’interculturalità fra il disagio esistenziale e l’estraneità (Asma Gherib)
Pubblicato da nustalgia su Agosto 23, 2008

Tutto è uno, tutto è diverso e l’Uomo, essendo composto da una infinità di paradossi, è stranamente contraddittorio ! Teme la dipendenza e desidera l’indipendenza, ma spesso finisce con l’intrappolarsi nell’incostanza, nella noia e nell’inquietudine che nasce oggi proprio dal suo stare insieme agli altri! Diventando così getta al vento quel che una volta si chiamava « l’essere istintivamente socievole », dimostrando quanto è cambiato il volto della vita umana e quanti sono le variazioni che ha subito la quotidianità di ogni uomo: le famiglie, ad esempio, non rispecchiano più il modello di una volta, ma è sempre più frequente la famiglia costituita da un solo individuo, da coppie senza figli o al massimo con uno o due. Anche le città non sono più le stesse, sono diventate degli spazi con “case” ed edifici, così sfigurati al punto di sembrare gabbie messe le une sopra le altre, chiamate “palazzi”[1] e grattacieli, dove gli uomini rinchiudono loro stessi diventando come degli spettri che si muovono dietro le tende in inverno, per osservare la pioggia, che escono allo scoperto d’estate, per fermarsi la sera, dietro le sbarre di un balcone, accompagnati spesso da un animale domestico. Non esistono più le case spaziose e arieggiate, fresche e senza uso di climatizzatori, non ci sono più i pozzi o le fontane che abbellivano e rinfrescavano il pianterreno della maggioranza delle case.
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Le spose del Marocco di, Asma Gherib (Prima parte)
Pubblicato da nustalgia su Agosto 23, 2008
donne dal Sahara
e donne BerberePrima parte:
Donne del nord , centro, est e ovest del Marocco
Le feste del matrimonio in Marocco sono quasi tutte simili, tranne quelle del sud ossia del Sahara che hanno un aspetto molto più particolare rispetto a quelle del resto del paese e quelle delle zone berbere.
Queste feste hanno cercato di conservare il più possibile quel che c’è di tradizioni, usi e costumi marocchini nonostante i tanti cambiamenti della società e il processo del progresso frenetico che quest’ultima sta svolgendo. Per questo il matrimonio in Marocco viene considerato una favola dagli aspetti antichi e moderni o un bel quadro dove si mescolano i colori con i profumi e con le luci per esprimere una gioia condivisa e vissuta da molte donne. La festa segue un ritmo particolare e un programma ben preciso, che inizia dal primo momento in cui si stabilisce la data del matrimonio, quindi ogni famiglia comincia a prepararsi per la festa e non s’incontrano finché è giorno del matrimonio.
Quindici giorni prima della festa si celebra un rito chiamato (qush Al-siniyah) che è considerato uno dei più bei momenti per la sposa, perché simboleggia l’inizio della preparazione dei dolci come ad esempio (Ka’b Al ghazal) ossia (la caviglia della gazzella) , (le bustine) ossia ( Lebriwat), e sono tutti tipi di dolci a base di pasta di mandorle aromatizzata con la cannella e l’acqua di fior d’arancio.

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Le spose del Marocco (Seconda parte) di, Asma Gherib
Pubblicato da nustalgia su Agosto 23, 2008
Le donne del sahara
Una volta comprato il gioiello, la ragazza viene considerata ufficialmente fidanzata da chi ha comprato il suo gioiello e viene svelato il suo nome e la sua identità solo ai loro familiari e il resto degli ospiti sanno solamente l’identità di chi ha comprato il gioiello ma non sanno chi è diventata la sua promessa sposa.
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Le spose del Marocco di, Asma Gherib/ terza e ultima parte
Pubblicato da nustalgia su Agosto 23, 2008
Le donne berbere

La festa del matrimonio nelle zone berbere del Marocco dura tre gironi e spesso viene celebrata durante l’estate; dopo aver portato la mietitura dei frutti della terra a compimento e dopo aver sistemato la paglia nei campi e aver conservato l’orzo e il grano nei loro granai e, per l’occasione, imbiancati con il gesso bianco i muri e i ricinti della casa, si raccoglie il carbone e lo si prepara secondo metodi tradizionali per renderlo utile ad una buona e ottima cottura dei cibi che saranno serviti agli invitati degli sposi.
Le tappe che precedono la festa del matrimonio sono varie; in primo luogo c’è il primo passo,quello dell’incontro con la ragazza che sarà la promessa sposa e perché questo avvenga, il giovane berbero comincia a frequentare i posti dove le signorine passano più tempo fuori dalle loro case; i campi ad esempio e le sorgenti d’acqua dove vanno a fare il bucato o a lavarsi e senza avere un contatto diretto con loro si sceglie quella che piace di più e della quale s’innamora il giovane e quindi si passa al secondo passo, quello di parlare con i genitori della ragazza che gli ha rapito il cuore al fine di preparasi a chiedere la sua mano a suo padre e per fare in modo che questo passo si avveri, il padre del giovane va ad incontrare il padre della promessa sposa nello souk del villaggio, posto dove una volta alla settimana si riuniscono tutti gli abitanti del posto per fare le loro compere settimanali e vendere i loro prodotti agricoli.
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