Le spose del Marocco (Seconda parte) di, Asma Gherib
Pubblicato da nustalgia su Agosto 23, 2008
Le donne del sahara
Una volta comprato il gioiello, la ragazza viene considerata ufficialmente fidanzata da chi ha comprato il suo gioiello e viene svelato il suo nome e la sua identità solo ai loro familiari e il resto degli ospiti sanno solamente l’identità di chi ha comprato il gioiello ma non sanno chi è diventata la sua promessa sposa.
Una volta scelta la fidanzata viene l’altro passo, quello di presentare la dote che va da cinque milioni sino a dieci milioni di rhams compresi due cammelli presentati come sacrificio per rendere più sacra la festa del matrimonio, in più, la famiglia dello sposo porta dieci sacchi di zucchero, dieci casse pieni di thé, tappeti originali e anche quelli industriali, dieci o trenta melhfa (stoffa con la quale le donne del sahara coprono i loro corpi prima di uscire), gioielli, profumi, incenso, henné, garofano e scarpe. Tutto questo si mette a disposizione della famiglia della sposa e dei suoi parenti come gesto di condivisione e partecipazione alla sua gioia.


Queste enorme spese che lo sposo doveva affrontare una volta, oggi non ci sono più o al meno sono molto più ridotte, e le famiglie di ambo le parti cominciano a dividere le spese tra di loro per alleggerire il peso economico della festa conservando sempre i riti tradizionali che si usavano una volta per i festeggiamenti.L’uomo sahariano, prima di sposarsi deve mostrare alla sua sposa che non è stato mai sposato prima di lei, e che non ha nessuna intenzione di sposarsi un’altra donna dopo di lei e se per caso dovesse succedere una cosa simile la donna dovrà in questo caso avere il diritto di divorziare se stessa quando lo riterrà opportuno e tutto ciò si deve mettere per iscritto nel loro atto di matrimonio.La famiglia sahariana preferisce sempre che la casa della nuova coppia sia molto vicina alla casa dei genitori della sposa.La loro festa di matrimonio dura per più di tre giorni e si celebra con il famoso ballo della guedra, ossia il ballo delle dita e delle mani.


La famiglia della sposa riceve quella dello sposo offrendole del latte e dei datteri sollevando nell’aria una stoffa bianca come segno di armonia e pace tra le due famiglie.Il terzo giorno della festa inizia quel gioco chiamato “etterwàgh” cioè il gioco di nascondere la sposa in una casa che nessuno della famiglia dello sposo conosce per rendere la festa più divertente e sta allo sposo scoprire in quale casa è nascosta la sua sposa. Questo gioco spesso viene condotto dalle amiche della sposa stessa che una volta trovata viene accompagnata alla tenda di “Arrak” dove andrà a passere la sua prima notte di nozze.La sposa dopo la sua prima notte di nozze non abbandona la casa dei genitori se non dopo qualche mese e a volte dopo la nascita del primo figlio per dare la possibilità alle due famiglie di prepararsi economicamente ed emotivamente a quello che viene chiamato il viaggio dell’abbandono della casa dei genitori.
Nella prossima e ultima parte del nostro viaggio parleremo del matrimonio delle donne berbere.

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