Nostalgia نوستالجيا

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Archivio per Settembre 2008

LA CIVILTA’ OCCIDENTALE? NON SAREBBE ESISTITA SENZA L’ISLAM : SABRINA MORANDI

Pubblicato da nustalgia su Settembre 15, 2008

E’ l’alba di un giorno scuro e piovoso. Un ragazzo si nasconde fra la folla per assistere alla tortura e all’esecuzione del suo maestro, la cui unica colpa è stata quella di avere diffuso le conoscenze sacrileghe e blasfeme degli antichi filosofi greci. Sul rogo, insieme al filosofo, bruciano infatti le traduzioni proibite in un’Europa dominata dalla superstizione e dalla violenza dei signori della guerra che regnano incontrastati. Dopo avere assistito all’atroce spettacolo il ragazzo scappa verso Sud portando con sé alcune opere del maestro, deciso ad abbandonare quelle terre di oppressione e di oscurantismo. Quando finalmente riesce a valicare i Pirenei gli si apre davanti una terra ricca e pacifica, dove le donne discutono alla pari con gli uomini e dove i libri, invece di essere distrutti, vengono conservati nelle biblioteche pubbliche.
E’ l’inizio de Il destino, un film di qualche anno fa ambientato nei secoli più bui del Medioevo che il regista egiziano Youssef Chahine ha dedicato alla vita di uno dei più importanti filosofi della storia, Averroè (محمد بن أحمد بن رشد الأندلسي أبو الوليد), il cui razionalismo influenzò fortemente gli intellettuali occidentali dell’epoca. Dante, fra gli altri, si considerava un “averroista” convinto e l’intero pensiero islamico era una vera e propria boccata di ossigeno fra i cristiani illuminati che mal sopportavano la soffocante cappa di censura e superstizione che era, all’epoca, la caratteristica principale della cristianità. I libri di Averroè venivano contrabbandati, le sue dottrine trasmesse e le sue parole imparate a memoria per non incorrere nelle ire dell’Inquisizione. Spostando il punto di vista come ha fatto il regista, e riportando alla luce la storia rimossa di quei secoli oscuri, si capisce che la religione ha ben poco a che fare con i fondamentalismi di ogni epoca e di ogni latitudine.

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Il fiume dell’amore di, Hanin Omar

Pubblicato da nustalgia su Settembre 9, 2008

traduzione a cura di, Asma Gherib

Nei suoi occhi s’intravedeva una canzone triste…
La terra di questo paese, anche lei emanava odore di vecchie e nostalgiche canzoni…  Dal suo corpo si sentivano sogni di terra e di acqua sorgere dal Tigri e dall’Eufrate, per poi finire in mare.

Eravamo ormai saliti in macchina; mi prese la mano e si mise ad accarezzala, bisbigliandomi con voce rauca e triste:
-    « Senti freddo ? »
In quel momento avvertivo un freddo gelido, molto più forte del semplice freddo alle dita della mano, che avevano trovato nella mano di lui una patria dove dormire e rifugiarsi, come un uccellino spaventato dall’ignoto.
Lo guardai, premendo le sue dita nella mia mano, mentre pensavo alla sua decisione di abbandonare Baghdad per andare a vivere a Bassora, dove i suoi genitori possedevano una casa abbandonata da tanti anni .
Sapevo che la terra che circondava questa casa era grande, immensa e deserta, una terra che aveva perso ogni speranza di diventare nuovamente verde, per abbellire almeno il vuoto di quel posto e alleggerire la tristezza delle palme, rimaste lì sole, a guardare l’orizzonte cercando un dolce sogno che poteva dare  la gioia ai loro datteri gialli.
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Fabiano Alborghetti rappresenta la svizzera al festival internazionale di poesia Other Words 2008 di San Francisco (USA).

Pubblicato da nustalgia su Settembre 8, 2008

Sarà il poeta Fabiano Alborghetti a rappresentare la Svizzera al festival internazionale di poesia Other Words 2008 di San Francisco (USA).

Nato nel 1970 a Milano e da anni residente a Paradiso, in Canton Ticino, Alborghetti è stato inoltre tra gli assegnatari di una delle borse letterarie promosse per il 2008 da Pro Helvetia.

Diverse le pubblicazioni all’attivo: Verso Buda (Como, LietoColle, 2004), L’opposta riva (edito per il medesimo editore nel 2006), libro che raccoglie le voci dei migranti clandestini coi quali Alborghetti ha vissuto per tre anni e che lo porteranno a partecipare anche al festival interculturale TraSguardi che vede tra i promotori oltre alla Commissione Federale per gli Stranieri anche la Direzione Sviluppo e Cooperazione nonchè la Commissione cantonale per l’integrazione degli stranieri e la lotta contro il razzismo.

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COS’E’ L’ARTE ISLAMICA? Wijdan Fawaz Al-Hashemi[1]

Pubblicato da nustalgia su Settembre 4, 2008

L’arte islamica nacque subito dopo la conquista islamica, durante la Dinastia degli Omayyadi (660-750 d.C.), e quasi immediatamente manifestò una totale unità di aspetti che si sarebbe mantenuta nel corso dei secoli. Nonostante i principi dell’arte islamica non avessero dei fondamenti scritturali, possedevano un carattere profondamente islamico. Commercianti arabi, prima dell’avvento dell’Islam ebbero contatti con l’arte bizantina, persiana, greco-romana ed anche indiana, tuttavia queste rimasero estranee ai loro interessi primari. Principalmente, fu la rinuncia ad una vita nomade e l’adozione di modi di vivere sedentari che rese necessaria la nascita di un’arte conforme all’Islam. Il tempo necessario all’arte islamica per sviluppare il proprio carattere fu relativamente breve. Esso si protrasse approssimativamente per i primi 150 anni dopo la morte del Profeta (632 d.C.) e coincise con l’espansione fulminea dell’Islam in Asia e Africa. Dopo il successo delle prime conquiste islamiche, vi furono conversioni di massa nella maggior parte delle terre assoggettate all’autorità musulmana, mettendo gli arabi musulmani in contatto con altre culture. Conquistando popoli differenti, i musulmani ebbero a loro disposizione tradizioni artistiche e tecniche praticate da varie civiltà, come l’ellenico e il romanico-bizantino della Siria, il sassanide dell’Iran e della Mesopotamia, il copto dell’Egitto con la sua eredità dei faraoni e le numerose tradizioni locali come quella dei bèrberi. Tutti questi elementi erano a disposizione della nuova comunità.

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